
CENTRO STUDI
ECOLOGICI APPENNINICI
Via Duca degli Abruzzi,
30
67030 - Civitella
Alfedena (L'Aquila)
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F in
dall’inizio della “redenzione” del Parco Nazionale d’Abruzzo, e cioè
dagli albori degli anni Settanta, prese corpo un nucleo operativo
d’avanguardia dedicato alla ricerca ecologica e naturalistica
applicata, il Centro Studi Ecologici Appenninici, poi ufficialmente
riconosciuto nel 1972 come “branca scientifica del Parco Nazionale
d’Abruzzo”.
Al Centro Studi spetta il merito indiscusso d’aver
svolto e promosso, oppure coordinato ed assistito, le prime ricerche
moderne sull’Orso marsicano, sul Lupo appenninico, sul Camoscio
d’Abruzzo e su molti altri animali, nonché le più importanti
“operazioni integrate” (vale a dire, multidisciplinari, con
immediati effetti pratici positivi) su queste ed altre specie, non
soltanto zoologiche ma anche botaniche. Fino a culminare nel
Progetto Biodiversità, che
alla data dell’anno 2002 aveva già censito nel territorio del Parco
e del Pre-Parco circa 8.500 entità faunistiche e floristiche, la
miglior conferma della grande ricchezza e varietà degli ecosistemi
tutelati. Inaspettatamente, al principio del 2003 il Centro Studi è
stato di fatto eliminato dall’Ente per motivi tuttora
incomprensibili, con il concreto pericolo che il suo prezioso
patrimonio di ricerche ed esperienze andasse disperso. Un rischio
per il momento fortunatamente scongiurato, dato che ora quella vasta
opera trentennale viene proseguita volontaristicamente da Franco
Tassi e dai suoi collaboratori, anche nell’ambito del Progetto
Piccole Faune. .
Ma sul piano pratico e concreto uno dei maggiori
meriti storici del Centro Studi è stato proprio quello di sostenere
e realizzare il ritorno del Cervo nell’Appennino centrale, un
obiettivo attuato con notevole impegno e successo, nell’ambito del
rilancio del Parco, a partire dal lontano anno 1972. |