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     CONVEGNO INTERNAZIONALE PER IL TRIBUNALE DELL’AMBIENTE

MAGGIO 2003: CONCLUSO A ROMA IL CONVEGNO INTERNAZIONALE PER IL TRIBUNALE DELL’AMBIENTE E RESI NOTI I SUOI RISULTATI

Si è svolto a Roma con larga partecipazione, presso il Consiglio Superiore della Magistratura, il Seminario di Roma 2003 (Symposium on Environmental Law for Judges), organizzato dal Consigliere Amedeo POSTIGLIONE, Direttore dell’ICEF (International Court of the Environment Foundation) e Magistrato della Suprema Corte di Cassazione.

In attesa che vengano completati e pubblicati gli Atti del Seminario Internazionale, che ha visto la partecipazione di alti Magistrati e Giudici delle Corti Supreme di molti Paesi, nonché del Presidente della Corte Costituzionale Riccardo CHIEPPA e del suo predecessore, e Presidente Onorario dell’ICEF Giovanni CONSO, si ritiene interessante ed utile riportare qui di seguito (in versione italiana a fondo pagina), il testo dell’intervento presentato nella giornata conclusiva di Sabato 10 maggio 2003 in lingua inglese dal Prof. Franco TASSI, Fondatore del Comitato Parchi e Direttore “storico” del Parco Nazionale d’Abruzzo.

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SYMPOSIUM ON ENVIRONMENTAL LAW FOR JUDGES

JOHANNESBURG SUMMIT NEXT STEPS

The Role of the Judiciary in the Implementation and Enforcement of Environmental Law

Rome, Italian Council of the Judiciary, 9th – 10th May 2003

THE CHALLENGE OF PROTECTING BIOLOGICAL DIVERSITY TO-DAY

Prof. Franco TASSI, Chairman, National Park Committee (NGO), Rome

Protecting biodiversity in a small, but densely populated, rich and vital but not always excellent in implementation of principles and enforcement of laws, very advanced in postindustrial life styles but a little less smart in protecting nature and wildlife, ancient in history but very young in policy and politics, like our beloved land, Italy – once called “the beautiful country” – is really a big challenge to-day.

But the first basic truth is that Italy has a very rich heritage not only in history, archaeology, arts and culture, but also in magic landscapes, enormous nature treasures and extraordinary biodiversity. Excluding any comparison with tropical countries, Italy plays a crucial role in Europe and in the Mediterranean Sea, as a special place containing the largest, richest and most various heritage of sceneries, plants and animals representing the most diverse components: from glaciers on the Alps to subtropical seas, with forest and steppes, lakes and coasts, rivers and volcanoes; including not only unique islands, but also deep submarine untouched and not yet explored areas (i.e. the big Tyrrhenian underwater Volcanic platform called Marsili). It is well known that Italy’s flora includes about 2.000 different species of superior plants, 1/3 of the entire European flora (so that this country itself, not larger than 1 part on 33 of the continent, represents a real concentration of biodiversity).

Concerning animals, there is little doubt about one fact: in each zoological group, Italy stands at the first place (or at the top of the list) at the European level. Italy is also the homeland of some of the oldest European National Parks, like our very special Abruzzo National Park (only 2 hours drive from Rome, from here where we are now, there are brown bears, Apennine wolves and lynxes) inaugurated by pressure of the great philosopher Benedetto Croce on 9th September 1922.

National Parks, Nature Reserves and generally speaking Protected Areas represent the first basic step to protect biodiversity. The fight for Nature protection in Italy started in the Sixties, exploded as a struggle in the Seventies, and represents really a long, troubled but exciting story that somebody, one day, will write. It is a paradigm for any other country…

In 1980, Italy protected only 1,5% of its precious territory and had only 5 National Parks: so our National Parks Committee decided to launch the so called “challenge of 10%” which means to protect at least 1/10 of Italy before the Third Millennium.

In the year 2000, the final count – unexpected but true! – showed a very good result, because the goal of 10% was eventually achieved: so our country has now more than 20 National Parks, a long series of Regional Parks, and Nature Reserves, and even Sea Parks and Marine Reserves: realizing our old dream to transform “the Beautiful Country” into “ a Land of Green Parks”, surrounded by “a Sea of Blue Parks”.

You might perhaps celebrate that now everything is going well, and that we can eventually take a rest. But, believe it or not, some new big challenges are waiting for us. There’s no time for one holiday. The first problem is changing the approach to Protected Areas: not to be considered as islands in one Ocean of Nature destruction, but as a very effective system of solid realities, connected through biological and ecological corridors, effectively related to exterior problems and solutions, able to face continuous changes making a wise use of innovation, management and sustainable activities. Under such a point of view, stands the unique experience of Abruzzo National Park (that I had the privilege to direct for about 33 years, and where already in 1979 a first Juridical Conference was organized by the promoter of the actual Meeting, Judge Amedeo Postiglione, on May 11th, 12th, 13th 1979: exactly 24 years ago).

The second problem is concerning the fact that, after the great success of our 10% challenge, something was changing and there was a dangerous suspension, if not a real stop, in the growing wonderful system of Parks ( somebody said that Italian Parks are now at Ground Zero). So what future will expect our Nature? Will we change Parks in Parkings, Luna-Parks, virtual wildlife or money- machines? This is our new challenge for the future. But at least remember, “the future is in our hands”. And we need help from everybody and from the rest of the World.

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LA SFIDA DI PROTEGGERE LA DIVERSITA’ BIOLOGICA, OGGI

Franco TASSI, Coordinatore Comitato Parchi (ONG), Roma

Proteggere la Biodiversità in un Paese piccolo, ma densamente popolato, ricco e vitale ma non sempre eccelso nell’attuazione dei principi e nell’applicazione delle leggi (1), all’avanguardia negli stili di vita postindustriali, ma un poco meno capace nella protezione della fauna, della flora e della natura, antico per storia ma assai giovane per qualità politica (2), come la nostra amata terra, l’Italia – un tempo chiamata “il Bel Paese” - costituisce oggi davvero una sfida eccezionale.

Ma la prima verità incontestabile è che l’Italia vanta un ricchissimo patrimonio non solo di storia, archeologia, arte e cultura, ma anche di paesaggi magici, di enormi tesori naturali e di straordinaria Biodiversità. Senza alcun raffronto con i Paesi tropicali, del resto impossibile, l’Italia gioca un ruolo cruciale in Europa e nel Mediterraneo, come “ luogo speciale” che ospita la più ampia, ricca e varia riserva di scenari, piante ed animali rappresentanti le componenti più diverse: dai ghiacciai alpini ai mari subtropicali, con foreste e steppe, laghi e coste, fiumi e vulcani; comprendendo non soltanto isole uniche, ma persino zone sottomarine intatte ed ancora inesplorate (3). E’ ben noto che la flora d’Italia conta circa 2000 specie diverse di piante superiori, pari ad un terzo dell’intera flora d’Europa: per cui il nostro Paese, la cui estensione non eccede 1/33° della superficie continentale, rappresenta davvero una straordinaria concentrazione di Biodiversità.

Quanto agli animali, vi sono scarsi dubbi sul fatto che in ogni gruppo zoologico, per numero e varietà di specie, l’Italia si colloca al primo posto (o almeno in posizione di punta) a livello europeo. L’Italia è anche la patria di alcuni dei più antichi Parchi Nazionali Europei, con il nostro straordinario Parco Nazionale d’Abruzzo (nel quale ad appena un paio di ore da Roma, e cioè da qui dove ci troviamo ora, vivono orsi bruni, lupi appenninici e linci), inaugurato su impulso del grande filosofo Benedetto Croce il 9 settembre 1922.

I Parchi Nazionali, le Riserve Naturali e in generale le Aree Protette costituiscono il primo passo fondamentale per tutelare la Biodiversità. La lotta per la protezione della natura in Italia iniziò negli anni Sessanta, esplose poi con veemenza negli anni Settanta, e testimonia davvero una lunga e tormentata, ma appassionante storia che qualcuno un giorno scriverà. E può fungere da caso paradigmatico per ogni altro Paese, così come le vicende del Parco Nazionale d’Abruzzo hanno svolto negli ultimi decenni un ruolo d’avanguardia, rappresentando forse la” bandiera della natura” più ampiamente apprezzata e seguita, non solo in Italia.

Nel 1980, l’Italia proteggeva appena l’1,5% del proprio prezioso territorio e non disponeva che di 5 Parchi Nazionali: così il nostro Comitato Parchi Nazionali decise di lanciare la cosiddetta “sfida del 10%”: ciò che significava proteggere almeno 1/10 dell’Italia prima del Terzo Millennio.

Nell’anno 2000, il risultato finale – incredibile ma vero! – rivelò uno straordinario successo, perché l’obiettivo del 10% era stato finalmente raggiunto: cosicché il Paese dispone ora di oltre 20 Parchi Nazionali, di una lunga serie di Parchi Regionali e Riserve Naturali, ed anche di Parchi e Riserve Marine: realizzando così il nostro vecchio sogno di trasformare “il Bel Paese” in “una Terra di Parchi Verdi”, circondata da “un Mare di Parchi blu”. Vi sarebbe dunque di che rallegrarsi, e si potrebbe pensare che ora tutto vada bene: godendo finalmente del meritato riposo. Ma, che si voglia crederlo o no, nuove importanti sfide ci attendono invece, e non vi è davvero tempo per alcuna vacanza.

Il primo problema è la necessità, ormai sempre più avvertita, di cambiare l’approccio alle Aree Protette: da non considerare come “isole” in un Oceano di distruzione della Natura, ma come un efficacissimo sistema di solide realtà, collegate tra loro mediante corridoi biologici ed ecologici, ed efficacemente connesse alla dinamica della realtà esterna, capaci di far fronte ai continui cambiamenti facendo uso intelligente di innovazione, managerialità ed attività sostenibili.

Da questo punto di vista, spicca l’esperienza unica del Parco Nazionale d’Abruzzo, che io ho avuto il privilegio di dirigere per circa 33 anni; e dove già nel 1979, vale a dire 33 anni or sono, la prima Conferenza della Magistratura venne organizzata proprio dal promotore dell’odierno incontro, il Giudice Amedeo Postiglione (4).

Il secondo ben più grave problema riguarda il fatto che, dopo il grande successo della nostra “sfida del 10%”, qualcosa sta cambiando, e si registra una pericolosa sospensione, se non addirittura una netta battuta d’arresto, nel meraviglioso, crescente “sistema dei Parchi” (qualcuno ha addirittura lanciato l’allarme, affermando che i Parchi Italiani sono ora precipitati a Ground Zero).

L’interrogativo dominante riguarda dunque il futuro che aspetta la nostra Natura. Trasformeremo i Parchi in Parcheggi, Luna-Park, Natura virtuale o macchine per fare soldi? Questa è la nostra nuova sfida del futuro.

Ma di certo non dobbiamo dimenticare che, in fondo, “il futuro è nelle nostre mani”. E ricordare che, per vincere una sfida così importante, abbiamo sicuramente bisogno di aiuto da parte di tutti, ed anche dal resto del mondo: e che un Tribunale Internazionale per l’Ambiente può senz’altro costituire un punto di riferimento essenziale.

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Note. (1)Una indagine condotta qualche anno fa dal Comitato Parchi sull’applicazione delle normative ambientali giunse dimostrare che in media circa l’80% delle disposizioni venivano disapplicate per tutta una serie di fattori convergenti, che riguardavano non solo la Pubblica Amministrazione e la Giustizia, ma anche il tenue livello di coscienza, partecipazione, e quindi di “controllo sociale” dei cittadini. (2) Appare evidente, in questa accezione “qualità politica”, il riferimento al livello immaturo e ridotto di democrazia, trasparenza, rispetto versi il cittadino e senso di civismo che purtroppo ancor oggi caratterizzano il nostro Paese. (3) Come ad esempio la grande piattaforma vulcanica sottomarina Tirreniana denominata Marsili, situata tra la Penisola, la Sardegna e le Isole Lipari, su cui soltanto da poco tempo sono state intraprese osservazioni e ricerche. (4) Per la  precisione, il Primo Convegno in materia ambientale organizzato dalla Corte Suprema di Cassazione in collaborazione con la Direzione del Parco Nazionale d’Abruzzo, dal titolo “Nuovi strumenti ed indirizzi in materia ambientale”, si svolse nei giorni 11,12 e 13 maggio 1979 nel Parco stesso, con larga partecipazione di Magistrati e Giuristi e con vasta eco sui mezzi d’informazione.

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