Pescasseroli, 17 febbraio 2005 

Prot. n.1342

E-mail ale.ramini@libero.it 

Gentile Signora

Alessandra RAMINI

 

e.p.c.    Al    WWF Italia

Alle  Delegazioni Regionali  WWF

Altri Enti ed Organismi Interessati

 Gentile Signora Alessandra Ramini,

 

ho letto con attenzione la Sua lettera del 24 gennaio scorso, inviata al Presidente del Parco Fulco Pratesi, al sottoscritto, al consiglio Direttivo dell’Ente e,  per conoscenza,  a tutte le delegazioni del W.W.F. Italia, nonché ad altri Enti ed Organismi Interessati, che mi farebbe molto piacere conoscere per poterLi altrettanto rendere edotti di questa “mia”.

 Le premetto che sono rimasto molto colpito dei particolari delle sue osservazioni tant’è che si è voluta addentrare in questioni tecnico-gestionali così specifiche, tra cui la questione dell’assicurazione per responsabilità connesse alle funzioni istituzionali, la revisione dei rapporti contrattuali con i Comuni, le pubblicazioni mancanti nei centri di visita e nei punti vendita del Parco…. Ma la lettera “de qua” l’ha scritta veramente Lei?  Signora Ramini?  Se è tutta farina del suo sacco allora gentile signora abbia il buon senso di informarsi presso la Sezione  Giurisdizionale Abruzzese della Corte dei Conti di L’Aquila, dove è stato assunto un giudizio e una sentenza per danno erariale n. 1/04 del 24 settembre 2003 a carico dell’ex direttore del Parco per oltre Euro 914.512.56. (novecentoquattordicimilacinquecentododici/56).

Il sottoscritto, all’epoca componente del Consiglio Direttivo, oggi Dirigente dell’Ente con funzioni di direttore, non aveva e non ha nessuna intenzione di essere coinvolto in illeciti contabili ed amministrativi. La mia visione della gestione nella pubblica amministrazione è sostanzialmente diversa da chi mi ha preceduto che ha trascinato, con imprudenza e disinvoltura, il più importante Parco Nazionale d’Italia. in un dissesto economico-finanziario senza limiti, in un perfetto isolamento istituzionale e sociale proiettandolo all’onta della pubblica opinione.

 Per quanto riguarda le altre questioni specifiche sollevate nella Sua lettera  La rimando alla lettura delle news pubblicate sul nostro sito www.parcoabruzzo.it  dove ho precisato, a più riprese, il mio pensiero sulla gestione passata, presente e futura del Parco.

 Circa la questione del progetto di impianti di risalita sul Monte Greco, Le rimetto di seguito le mie testuali parole, verbalizzate in sede di Commissione V.I.A. della Regione Abruzzo, che spero possano aiutarla a capire quanto il sottoscritto, nella sua funzione istituzionale, sta facendo per la salvaguardia dei grandi patrimoni del Parco.

 Ad ogni modo Le preciso che della questione il sottoscritto si è già interessato in epoca insospettata, da semplice libero cittadino legato alle sorti del Parco, segnalando puntualmente alla Commissione Europea i rischi legati a tale progetto, come ben sanno gli amici del WWF Abruzzo.

Distinti saluti,

 

F.to

IL DIRETTORE

(Dottor Aldo DI BENEDETTO

 Estratto da:

Giunta Regionale

Direzione Territorio Beni Ambientali Parchi Politiche e Gestione dei Bacini Idrografici

Comitato di Coordinamento Regionale per la valutazione d’impatto ambientale

Giudizio n. 410 del 2 settembre 2004              

Prot.n. 200410009 del 13/07/04

 

Ditta proponente                   

REGIONE ABRUZZO – DIREZIONE TRASPORTI E MOBILITA’, VIABILITA’, DEMANIO E CATASTO STRADALE, SICUREZZA STRADALE

 

 

Oggetto dell’ìntervento          

DOCUP Abruzzo 2000-2006. Misura 1.2 “Riqualificazione e miglioramento della dotazione infrastrutturale dei sistemi locali di sviluppo”.  Azione 1.2.2 “Sistemi di trasporto integrato per lo sviluppo di comprensori montani”.

 

Comune dell’intervento         

Vari                     Località   comuni vari

 

Tipo procedimento              

Parere di supporto per la “Conferenza  dei Servizi” ai sensi dell’art. 14 bis, comma 2 della L. 241/90 e s.m.i.

 

 “Sentita la relazione istruttoria predisposta dall’Ufficio;

interviene il Direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo dott. Aldo Di Benedetto sottolineando la contraddittoria degli elaborati grafici, come ad esempio in un elaborato (F0000H11051) si prevede una ferrovia mentre, nell’altro elaborato (P0000H1103) tale ferrovia non appare, così come non compare la cremagliera Pescasseroli-Terraegna ed altre infrastrutture; il programma si propone come unitario ed organico e nel suo insieme non trova alcuna possibile compatibilità con le esigenze di tutela e conservazione, il giudizio, quindi, su un parte di esso implica lo stesso giudizio sull’intero intervento. Inoltre, il Direttore rileva la contraddittorietà tra le analisi preliminari di flusso turistico a giustificazione dell’intervento e i contenuti del piano stesso; in effetti, i turisti scelgono queste aree per la loro valenza naturalistica, mentre quanto previsto nel Piano-Progetto va a compromettere l’importanza naturalistico-ambientale dell’area, già evidenziato dalla Commissione giudicatrice della proposta Project Financing in data 19/03/2004, riguarda la  presenza e la riproduzione dell’Orso bruno marsicano, proprio in quest’area collocata tra il Parco Nazionale d’Abruzzo e il Parco Nazionale della Macella, dove le opere previste dal progetto andrebbero ad incidere negativamente sulla specie e sulla popolazione, con l’irrimediabile frammentazione del suo habitat. I dati sulla presenza e riproduzione dell’Orsio nell’area del Monte Greco sono oggetto di un attento monitoraggio da parte dei servizi dell’Ente Parco, per di più è in corso un progetto “LIFE”, in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato centrato sul territorio di minte Greco e del Parco Nazionale c’Abruzzo, Lazio e Molise, i cui dati più recenti hanno confermato ed avvalorato la presenza e la riproduzione della specie ritenuta prioritaria dalla direttiva Habitat. C’è da rilevare un grave errore nella relazione di accompagnamento al progetto delle infrastrutture scioviarie, in cui si sostiene che l’area oggetto dell’intervento è collocata al margine sud dell’areale dell’orso, invece l’area è situata al centro dell’areale della specie ed è l’unico corridoio faunistico di collegamento con il limitrofo Parco Nazionale della Macella, per cui di converso, con la frammentazione dell’habitat, prevedibile con la realizzazione degli impianti di arroccamento scioviario, l’Orso bruno marsicano potrebbe completamente sparire dal territorio del Parco della Majella. Il dott. Di Benedetto, infine, sottolinea la presenza di altre importanti valenze di tipo flogistico tra cui un’unica stazione, la più meridionale della Stella alpina e di Astro Alpino sul Monte Chiarano sulle quali andrebbero ad incidere gli impianti scioviari. Per le suddette argomentazioni e per l’elevata ricchezza di biodiversità, molto ben documentata, l’area oggetto dell’intervento è stata, a pieno titolo,  inserita nel SIC IT7110205 (SIC Parco Nazionale d’Abruzzo e ZPS) comprendete tutto il territorio del Parco e tutto il versante e le creste del massiccio del Greco fino alla foresta Chiarano-Sparvera.

 

IL COMITATO CCR-VIA

ESPRIME GIUDIZIO

Preliminare ai sensi dell’art. 14 bis legge 241/90

 

Per quanto riguarda gli impianti di trasporto a fune Barrea-Toppe del tesoro e Passo Godi-Monte Fratello, alla luce di quanto dichiarato dal Direttore del Parco e dal rappresentante del Corpo forestale dello Stato e rilevato dalla Commissione giudicatrice del Project Financing, già in questa fase di progettazione preliminare si evidenzia l’incidenza sugli habitat presenti nei SIC e nella ZPS, in particolare sull’Orso bruno marsicano e, quindi, l’incompatibilità degli interventi proposti.

Per quanto riguarda gli interventi riportati sulla tavola “Inquadramento Programmatico Unitario” non possono essere dati elementi per la redazione dello Studio di Impatto Ambientale e Valutazione di Incidenza se l’intero programma non viene preliminarmente sottoposto a Valutazione Ambientale Strategica ai sensi della Direttiva Europea 2001/42/CE.

 

I presenti si esprimono all’unanimità.

 

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