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Verona , 24 Gennaio 2005
Al Presidente On. Fulco Pratesi
Al Direttore F.F. Dr. Aldo Di Benedetto
Al Consiglio Direttivo
Ente Parco Nazionale d’ Abruzzo
Pescasseroli ( AQ )
e p.c. W.W.F. Italia Sede Centrale
Delegazioni W.W.F. Italia
Altri Enti ed Organismi interessati
Loro Sedi
Sono stata per 25 anni socia del W.W.F. ed ho sempre seguito, anche come
collaboratrice temporanea, le vicende del Parco d’ Abruzzo. Nel marzo
2002 l’improvviso licenziamento del Direttore Franco Tassi voluto dal
Consiglio Direttivo dell’ Ente presieduto da Fulco Pratesi ed il
complice silenzio del W.W.F. sulle motivazioni e conseguenze di questo
atto indussero in me un tale disagio che da allora non ho più rinnovato
la tessera dell’ Associazione e con profondo rammarico
me ne sono allontanata . Lo scrissi a Pratesi.
Poi per più di due anni ho letto, ascoltato, fascicolato, confrontato,
riflettuto. Ho raggiunto di nuovo persone con cui credevo ormai perduto
ogni contatto. Negli ultimi mesi per due volte ho preso le ferie e sono
scesa da Verona in Abruzzo per verificare sul posto di persona che cosa
sta veramente accadendo nel Parco.
Ora credo di avere di nuovo qualcosa da dire e qualche domanda da
esporre.
Il nuovo corso instaurato sotto la Presidenza Pratesi si pregia di
operare, diversamente dal passato, con la “ massima trasparenza dell’
azione amministrativa “. Ma la raccolta delle delibere del Consiglio
Direttivo pubblicata sul sito internet ufficiale del Parco d’Abruzzo
riguarda solo gli anni 2002 - 2003. Del 2004 non c'è nulla. Forse non
si ritiene di dover dare trasparenza anche a quest’ ultimo anno ?
O forse si considera che la funzione della trasparenza si sia esaurita
con la pubblicazione delle delibere degli anni immediatamente successivi
all' allontanamento di Tassi ? Mi si può rispondere che non ve n'è stato
il tempo, ma dal momento che invece vengono regolarmente aggiornate le
News, mi permetto di esprimere la preferenza a leggere notizie delle
delibere più recenti e degli atti amministrativi più salienti piuttosto
che della conquista dell' idoneità ad un Master di un consigliere
nominato nuovo Direttore. A proposito, complimenti : per un cardiologo
non è certo poco ! ; ma il problema, credo, è che la figura del
Direttore Facente Funzione o Coordinatore Amministrativo non trova
nell’attuale normativa alcuna legittima collocazione. Secondo
l’ AIDAP ( Associazione Italiana Direttori Aree Protette )
tale nomina è stata operata “ senza il minimo rispetto delle norme e
delle competenze “ e “ si palesa in tal modo un sistema di gestione
accomodante che delegittima l’ attività gestionale “ del Parco. E’
questo il tanto pubblicizzato “ ritorno alla legalità “ di cui parla il
Presidente che ha firmato l’ illegittimo licenziamento, come sentenziato
dal Tribunale di Roma – sezione Lavoro, di un Direttore Soprintendente
in carica da oltre trent’ anni ?
Sempre in tema di norme, la delibera n.8 del 22 gennaio 2003 affida
in esclusiva una ricerca scientifica a carattere pluriennale al
Dipartimento di Biologia Animale e dell' Uomo dell' Università "
La Sapienza " di Roma a fronte della presentazione di un Progetto per la
" Gestione e conservazione dei grandi carnivori del PNA ".
Ma una elementare norma di correttezza amministrativa non vorrebbe che
il consigliere dell’ Ente Parco che di tale Dipartimento è il
Direttore si fosse astenuto dal votare ?
Altra domanda : la delibera n. 32 del 22 gennaio 2003 stabilisce la
necessità di fornire al personale di più alto grado dell’ Ente una
copertura assicurativa per responsabilità connesse alle funzioni
istituzionali. Come mai, nonostante fosse stata richiesta più volte
dalla precedente Direzione, una simile delibera non era mai stata
approvata prima ? Eppure i rischi erano fortissimi e non certo
inferiori a quelli attuali.
Nelle comunicazioni
dell’ Ente Parco non si perde occasione per sottolineare che l’attuale
gravissima situazione economica è stata ereditata dalla passata
gestione. Ma della passata gestione non facevano parte molte delle
stesse persone che ora dirigono l’ Ente ? Non avevano anch’esse
responsabilità e forse ben maggiori della Direzione che è un organo
tecnico - esecutivo e non di indirizzo politico - finanziario come il
Consiglio Direttivo ? Di Benedetto non votava regolarmente come
membro del Consiglio Direttivo ? Ma l’ unico responsabile del disastro
rimane Tassi. L’ impressione di molti è che l’ ex-Direttore debba
scontare colpe diverse da quelle di cui viene accusato e prima fra tutte
l’ autonomia dai politici.
Quanto poi alle
ripetute affermazioni del Presidente di non essere stato al corrente
delle malefatte dell’ amico perché si fidava ciecamente e firmava senza
sapere, beh, ci vuole del coraggio ad affermare di essere stato al
vertice di una organizzazione dove venivano decisi importantissimi
interventi di tutela della natura e di promozione del territorio, con
oneri assai rilevanti sul piano finanziario, e di non aver mai percepito
gli impegni e le responsabilità connesse.
Inoltre non si
comprende come questa posizione possa conciliarsi con la documentazione
passata :
- nel comunicato
stampa dell' Ente Parco in data 14.09.2001, Presidente Pratesi,
si denuncia una " paradossale situazione di incertezza e
ritardi senza precedenti " nell' erogazione dei fondi da parte del
Ministero dell' Ambiente e " viene richiesto un urgentissimo incontro
con il Presidente della Commissione Ambiente della Camera, per esporre
le disastrose conseguenze dell' incredibile situazione ..."
- nel comunicato
stampa dell' Ente Parco , Presidente Pratesi, in data 21.09.2001 dal
titolo " Confermato lo scippo ai fondi del Parco " si
parla di " inevitabile sospensione di molte delle più qualificate
attività, la chiusura dei centri di visita e l'interruzione dei rapporti
di collaborazione con il personale precario ".
Potrei continuare
nell' elenco, basta sfogliare gli atti ( quelli cartacei, perchè sul
sito internet anche del 2001 non c'è nulla ). Ma dalla defenestrazione
di Tassi in poi, marzo 2002, nessun rilievo è più mosso al Ministero per
l' Ambiente, tantomeno al Servizio Conservazione Natura
precedentemente sempre indicato nei comunicati stampa come strumento
burocratico al servizio della politica per ostacolare l’ efficienza del
Parco. Ci si limita ad auspicare “ che ci sia da parte delle
Commissioni Parlamentari e del Ministero dell’ Ambiente la
disponibilità a rivedere i criteri di ripartizione dei finanziamenti per
i Parchi Nazionali … “
Da quella data in
poi è evidente un totale appiattimento sulle direttive politiche
impartite : il disavanzo non è più determinato dai continui tagli ai
fondi ordinari e straordinari effettuati da parte del Ministero dell’
Ambiente, nonché dagli enormi ritardi nei trasferimenti delle risorse e
tutte le accuse prendono di mira un solo destinatario : Tassi. Persino
le più inverosimili e paradossali, come quella di aver personalmente
sottoscritto un protocollo di intesa con il Comune di Pescasseroli per
consentire un disastroso taglio di migliaia di faggi in Siti di
Interesse Comunitario. Una menzogna ripetutamente smentita dall’
interessato ma regolarmente riproposta dai suoi avversari e da certa
stampa locale. Ma chiunque abbia esaminato la relativa documentazione ed
abbia una minima conoscenza della storia professionale e culturale di
questa persona non può che ritenere indecenti simili affermazioni. Mi
risulta che esse prossimamente dovranno essere giustificate in sede
giudiziaria a seguito di denuncia per diffamazione da parte dell'
interessato.
Vedremo se l'
indecenza ha un limite.
Ho visitato personalmente alcune strutture che avevo frequentato negli
anni passati e di altre ho chiesto informazioni alle persone del
posto. Il resoconto che ne segue è desolante :
La Sede storica di
Roma, che curava le attività di promozione e le relazioni
internazionali è stata dapprima trasferita e poi inopinatamente
soppressa ;
Soppresso anche il
Centro Studi Ecologici Appenninici, nucleo scientifico della
precedente gestione, con conseguente attribuzione di incarichi a
strutture e studiosi esterni all’ Ente ( vedi la delibera
precedentemente citata );
Il Centro Foreste
Val Fondillo, inaugurato nell’ ottobre 2001, non è stato completato
e si trova in stato di miserevole abbandono. Inoltre accanto a questo
complesso sta sorgendo una nuova volumetria edilizia che l’ Ente Parco
non avrebbe mai dovuto autorizzare nel panoramico ingresso della valle ;
Il Centro
eco-sportivo della Val Fondillo è inattivo ;
Il Centro Camoscio
di Opi, un piccolo paese gioiello nel cuore del Parco, è chiuso ;
l’adiacente area faunistica del camoscio è stata abbandonata per molto
tempo al punto che diversi camosci sono stati sbranati dai cani, il sito
di avvistamento ( di cosa ? ) è totalmente trascurato ;
Il Centro Insetti
di San Sebastiano di Bisegna è stato smantellato, il prezioso
materiale si sta deteriorando forse in qualche deposito ;
La Mostra permanente sugli Animali Misteriosi, presso il Palazzo Ducale di Alvito, un’interessante novità nel circuito
delle esposizioni, è offerta al pubblico in forma ormai trascurata e
sembra destinata ad essere trasferita altrove ;
Il Centro Verde di
Ortona dei Marsi langue nella totale inattivita’ essendo diventato
un semplice magazzino ;
Il Centro
Internazionale di Villetta Barrea , un tempo di notevole attrazione
perché sede di attività e mostre , è ormai ridotto ad una specie di
deposito e dormitorio .
Brutte notizie anche riguardo la fauna protetta .
Nei Paesi del Parco si
parla apertamente di “mattanza” a fronte del moltiplicarsi di atti di
bracconaggio sempre più efferato, di cervi trovati decapitati ( la
testa sanguinante appesa ad un albero in bella vista ), di orsi ( 15 –
20 ? ) sparati o avvelenati , uno – sembra - persino trovato morto nel
Lago di Barrea , un altro, la conosciutissima Orsa Serena, di cui si è
ritrovato solo il radiocollare, di magnifici Lupi Appenninici abbattuti
e lasciati a marcire. Nel frattempo l’ Ente Parco ha ridotto il
proprio personale di sorveglianza, un tempo di indubbia professionalità,
al ruolo di impiegati istituendo l’obbligo per le guardie di timbrare
il cartellino, vengono sospesi i servizi notturni, quelli d’ alta quota
e gli interventi a sorpresa nelle zone più colpite dal bracconaggio.
La Campagna Alimentare , grazie alla quale gli orsi trovavano cibo senza
allontanarsi troppo dall’ area protetta, è stata annullata dopo una
continuità di ben 33 anni. Nel frattempo L’Ente Parco dichiara che “ non
è in grado di reperire risorse economiche per ripristinare in alcune
zone interne dell’ area protetta quelle colture appetite dal plantigrado
, effettuare potature degli alberi da frutto, la semina di piccoli
appezzamenti per incrementare le risorse alimentari, provvedere ad un
rapido indennizzo dei danni per evitare un clima di ostilità delle
comunità locali “ ma “ attraverso la raccolta dei dati oggettivi, punta
a sollecitare finanziamenti mirati alle azioni di conservazione “ (
dalle News ufficiali ). Ricordo bene che quando collaboravo con la
precedente Direzione tutto questo era una realtà e non, come oggi, una
semplice promessa di intenti. Speriamo rimanga qualche dato oggettivo da
studiare anche negli anni a venire !
Sul fronte delle
foreste le cose non vanno meglio.
L’ Ente Parco si
appresta, per carenza di risorse finanziarie ( ma non è in arrivo un
contributo straordinario di 4,5 milioni di euro ? ) , ad una revisione
dei rapporti con i Comuni per la gestione dei boschi che potrebbero
ritornare quindi ad essere sfruttati come produttori di legname. Non
importa se i tagli interesseranno anche territori in zona di Riserva
Integrale. Basterà “ ovviamente considerare stralciate “ tali
superfici e il gioco è fatto ! E questa e' la soluzione indicata non
dal Comune di Civitella Aldedena, che anzi vi si oppone, ma proprio dal
Direttore del Parco che dovrebbe, credo, strenuamente operare per
difendere le zone più delicate e la vita selvatica che in esse trova
rifugio. Davvero i tempi sono cambiati.
Il Comune di Villavallelonga è stato autorizzato ad abbattere oltre
29mila quintali di faggi nel Vallone Tasseto, definito da Pratesi “ di
scarso valore naturalistico “. Come si può considerare di scarso valore
naturalistico un bosco scelto come propria dimora dall' Orso Marsicano,
che notoriamente ama i luoghi piu' selvaggi e meglio conservati ?
Sull’ “ Espresso “ del 26/12/2004 si legge un trafiletto dal
titolo “ Parcheggio Nazionale d’ Abruzzo “ che descrive un
insieme di opere di spaventoso impatto ambientale nel cuore delle
montagne abruzzesi ancora intatte, sia nei Parchi che nelle loro
adiacenze, che come afferma il settimanale “ costerà 75 milioni di euro
di cui 40 di fondi pubblici “. Tali interventi sembrerebbero denunciati
( e condivisi ? ) dall’ attuale Direttore del Parco, del quale sarebbe
interessante conoscere le azioni concrete e tempestive per bloccarli
davvero.
Per una migliore
comprensione di quanto sopra citato si acclude una mappa fatta circolare
dal locale Comitato Difesa Parco.
Molti sono quindi gli interrogativi e i timori di chi, come me, ha
conosciuto la stagione migliore del Parco e vede ora degradarsi a poco a
poco un capitale naturale che è costato tanti sforzi per essere
accumulato e conservato , e ne rimane fortemente preoccupata ricevendo
notizie sempre più sconcertanti.
Ma devo confessare che il segnale che più mi ha allarmato ed amareggiato
circa il cambiamento in atto ai vertici dell' Ente l' ho raccolto
entrando negli uffici di zona del Parco per cercare una copia di un
libro che avevo acquistato anni prima : era ormai irreperibile non solo
quel libro, ma TUTTI i libri , le pubblicazioni illustrate, le ricerche
scientifiche , i depliant divulgativi , lavori innumerevoli, scritti e
curati da Tassi, erano stati fatti sparire dagli scaffali e persino dai
magazzini. Una censura intollerabile nell’ambito, avrei constatato poi,
di una feroce operazione di annientamento personale e di cancellazione
della vera storia del Parco, fortunatamente tuttaltro che riuscita,
che mi ha ricordato metodi che credevo ormai lontani nel tempo, almeno
in un Paese civile.
Alessandra Ramini
e-mail : ale.ramini@libero.it
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