A tutte le Persone interessate
LORO SEDI
Cari Amici
e Corrispondenti,
L’autunno
è purtroppo iniziato con nuovi, terribili attacchi alla Natura, al
Verde, agli Animali, e ai Parchi del nostro tormentato quanto
incosciente Paese. Pur non dilungandomi troppo, anche perché per ogni
più dettagliata notizia possono essere consultati gli attivisti segnati
in calce, vorrei come di consueto fare il punto periodico sulla
situazione.
1)
Quel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise che era il vanto
del nostro Paese e che compiva nel 2002 ben ottanta anni di vita, giace
ormai paralizzato da complotti speculativi e contese politiche, nella
massima inerzia operativa e nella più totale confusione. I Centri Visita
vengono chiusi, il Personale mortificato o licenziato, esplodono di
nuovo l’abusivismo edilizio, il taglio forestale e il bracconaggio.
Tutti crimini di solito coperti dal più assoluto silenzio, salvo il
recente massacro di una povera orsa, che ha fatto tornare alla ribalta
il gravissimo problema. Ma in realtà gli orsi, i cervi e gli altri
animali sterminati sono molti di più: un bellissimo cervo maschio è
stato impiombato, scuoiato e decapitato tranquillamente alla Camosciara,
senza che nessuno intervenisse!
2)
Non si pagano gli indennizzi dei danni della fauna protetta, né
si provvede alle campagne alimentari per nutrirla e trattenerla nel
Parco; è stato soppresso il programma “Sul Fronte della Natura” che
aveva attratto nel Parco migliaia di giovani volontari, principale forza
sana per la difesa e il rilancio del Parco.
3)
La Sede di Roma è stata annientata (e così pure il Centro Insetti
di San Sebastiano di Bisegna, ed altri Centri da me creati), le attività
di promozione, ricerca e relazioni internazionali sono sospese, il
flusso ecoturistico langue, l’economia della Comunità locale sta
precipitando a picco, e l’immagine del Parco crolla vertiginosamente.
4)
Il provvedimento d’urgenza in data 24 luglio 2002 del Giudice del
Lavoro del Tribunale di Roma, che mi reintegrava nelle mansioni
dirigenziali, non ha avuto alcun seguito per l’evidente ostruzionismo e
il manifesto rifiuto di riparare ai disastrosi errori, ripristinando la
legalità all’interno del Parco. Un altro provvedimento del 5 novembre
dello stesso Giudice ha sancito la definitiva reintegrazione della Vice
Direttrice del Parco, anche lei ingiustamente allontanata la scorsa
estate. Tutte le false accuse contro di noi stanno crollando, mettendo a
nudo poco a poco le vergognose colpe e gli inconfessabili appetiti di
molti altri soggetti.
5)
I giovani formati con anni di lavoro alla comunicazione e alla
educazione ambientale, autentica risorsa e premessa per il futuro della
Comunità locale, subiscono una progressiva emarginazione
ed una sostanziale demotivazione, rischiando ogni giorno
l’allontanamento dal Parco: il loro destino futuro sembra ormai segnato,
dietro un balletto irresponsabile di promesse non mantenute, di continue
dilazioni e scuse, di profonda incapacità sostanziale dei responsabili.Non
sarà dunque per mero caso che la percentuale delle malattie, dalla
semplice depressione a tutte le altre gravi patologie connesse al crollo
dell’equilibrio psicofisico e del sistema immunitario, risulta
enormemente aumentata negli ultimi mesi; così come è letteralmente
esploso il contenzioso tra Personale, Sindacati ed Ente Parco, con la
instaurazione d’un clima di sospetto, delazione e paura, incredibilmente
lontano da quello che caratterizzava la vita del Parco negli anni
passati, e che tanta ammirazione e rispetto suscitava in Italia e
all’estero.
6)
Notizie non meno spaventose provengono da altre parti d’Italia,
malgrado le censure e il silenzio impediscano ogni libera e rapida
circolazione di notizie: a segnalarlo sono gli “Amici del Lupo”
francesi, secondo i quali una dozzina di lupi sarebbero stati sterminati
al Pollino, proprio mentre il Parco avrebbe raggiunto l’incredibile
spesa di 3 o 4 miliardi di lire per la ricerca sul lupo, evidentemente
assai poco utile alla conservazione di questo animale splendido e
perseguitato.
7)
Ma ciò che più sconcerta è che sul futuro dei Parchi in Italia
tutti discettano, ma ben pochi hanno le idee chiare, e nessuno agisce
decisamente nel modo più opportuno. In un altro Paese, l’Ottantesimo
Anniversario dei due Parchi pionieri, Abruzzo e Gran Paradiso, avrebbe
offerto l’occasione per cerimonie internazionali ad altissimo livello.
Qui si preferisce continuare il programma di smantellamento (vale a dire
banalizzazione, municipalizzazione, mercificazione, politicizzazione e
burocratizzazione) già intrapreso, mirando non ai risultati sostanziali
ma a semplici esibizioni virtuali, che stanno inesorabilmente
trascinando a fondo la realtà e la cultura della Natura Protetta (con
fatti, non a parole).
Cambieranno le cose in un prossimo futuro? Chi vivrà, vedrà…
Note
Eventuali messaggi a me rivolti possono pervenire (preferibilmente via
telefax) ai miei familiari, con il vostro recapito, al numero di Roma
(06/5053619). Poiché sono spesso fuori per ragioni di salute, personali
e professionali, provvederanno gli stessi familiari a farmeli pervenire
o ad informarmi.
Per altre notizie aggiornate consultare alcuni attivisti più
documentati, che sono COVOPRIECA (www.covoprieca.com),
CENTRO STUDI TEGEA (inf@centrostuditegea.it)
e COORDINAMENTO EUROPEO (defenseparcabruzzo@wanadoo.fr).
Allegato:
Si
acclude per più completa informazione, l’ultima sintetica replica alla
valanga di calunnie, comparsa sul settimanale DIARIO n° 45, del 15-21
novembre 2002.
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