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2002: L’OCCUPAZIONE “MANU
MILITARI” DEL PARCO
NEL NOME DEL RIPRISTINO DELLA
PIENA LEGALITA’
(VERSO LA SOLUZIONE DEL “GIALLO”?)
Due
o tre mesi dopo l’estromissione del Direttore “storico” del
Parco (considerato “despota” e “tiranno” perché per 33 anni
aveva tentato di far rispettare le leggi della Repubblica
Italiana), tra maggio e giugno 2002 sulla cronaca locale
compaiono alcuni articoli relativi a fatti poco noti, ma molto
rivelatori, e completamente ignorati dalla stampa nazionale.
Letti con attenzione, rivelano particolari molto sconcertanti:
cerchiamo di interpretarli in sintesi:
-
è iniziata la fase della “tregua” e della
“riappacificazione” del Parco con il Comune più ribelle, quello
che ha ripetutamente ignorato e violato tutti i vincoli
ambientali;
-
si sono rovesciati i rapporti, ora sono i
responsabili dell’Ente a recarsi al Municipio (di 1 dei 25
Comuni compresi nel territorio da proteggere);
-
vengono concordate le linee di una nuova Intesa,
con cui il Parco rinuncia a perseguire violazioni e reati, prima
tra tutte la strage di migliaia di faggi per nuovi impianti
sciistici;
-
in cambio, il Comune avrebbe “riconosciuto
al Parco i diritti di controllo sulle
modificazioni dell’ambiente” (sic!), e
cioè le potestà gia attribuite da legislazione, dottrina e
giurisprudenza: in pratica, avrebbe ottenuto tutto, anche
l’illecito, senza da parte sua concedere nulla; né risulta che
il Comune abbia poi emanato, come promesso, una Deliberazione in
tal senso;
-
viene così confermato ciò che appariva ben chiaro:
e cioè che il Comune di Pescasseroli è l’unico, tra i circa 500
Comuni d’Italia interessati dai vincoli delle Aree Protette, che
ancora rifiuti sfrontatamente di riconoscere le leggi della
Repubblica;
-
a concordare l’Intesa ha provveduto una
Delegazione dell’Ente presieduto da Fulco Pratesi, composta dai
Consiglieri Annamaria Fontana (oggi proposta come nuovo
Presidente) e Giancarlo Avena, nonché dal nuovo Direttore f.f.
Aldo Di Benedetto (prorogato in carica più volte senza alcuna
procedura selettiva);
-
oltre alla strage degli alberi, viene anche
elargita la sanatoria dei vecchi abusi edilizi, sia condonabili
che non, oltre naturalmente a quelli più recenti;
-
l’accordo di Pescasseroli, motivato “per
consentire al Comune di porre in vendita, senza
strascichi giudiziari, l’intero complesso sciistico di Monte
Ceraso” , verrà tenuto rigidamente segreto (in nome
della “trasparenza”?); e mentre si enfatizzerà a dismisura il
noto disavanzo finanziario del Parco, provocato dalle
inadempienze del Ministero, tutti taceranno invece sulla
rovinosissima situazione degli impianti sciistici di
Pescasseroli, per non dire di quelli di Scanno (fortemente
sostenuti dal Sindaco, che all’epoca era anche Consigliere e
Vice Presidente dell’Ente Parco. Onore, quindi, a chi devasta il
territorio portando al fallimento per il profitto di pochi, ed
infamia a chi aveva tentato di salvarlo a beneficio di tutti.
Roma, aprile
2005
UFFICIO STAMPA
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