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GRUPPO CRIPTOZOOLOGIA

UNA NUOVA SCIENZA PER RISOLVERE ANTICHI MISTERI

il mistero continua nei continenti

Nonostante le ripetute esplorazioni e spedizioni, tutti i continenti conservano ancora una buona quantità di enigmi da risolvere, di problemi criptozoologici da chiarire e di territori, anche molto vasti, che restano di fatto sostanzialmente sconosciuti alla scienza. Si può anzi ritenere che, finita l’epoca delle grandi conquiste e scoperte, un velo di silenzio e di mistero abbia nuovamente avvolto, e custodisca gelosamente, le terre e i luoghi “ai confini del mondo”.

YETI, O ABOMINEVOLE UOMO DELLE NEVI  (Gigantopithecus sp.?) (?)

Condivide con il mostro di Loch-Ness il primato della notorietà tra le creature misteriose ed inafferrabili, oggetto di vivaci ed inesauribili discussioni da anni. Vivrebbe segregato nelle montagne più inaccessibili ed elevate tra Himalaya, Karakorum, Nepal, Tibet e Pamir, dove é stato oggetto di numerosi avvistamenti anche in tempi recenti. Tra le prove più convincenti della sua esistenza vanno ricordate le impronte rilevate sulla neve, come quelle che Eric Shipton riuscì a fotografare chiaramente nel 1951 sul ghiacciaio di Menlung, delle dimensioni di 33 x 17 cm. La loro forma caratteristica ricorda singolarmente quella del piede del gorilla dell’Africa equatoriale, e una serie di altri elementi concordanti ha fatto avanzare agli studiosi l’ardita ipotesi che possa trattarsi di un moderno discendente del gigantopiteco, il grande primate vissuto in Asia migliaia di anni or sono.

SASQUATCH, o BIGFOOT  (Gigantopithecus canadiensis ?) (?)

Consistenti indizi circa la presenza di un gigantesco primate nelle Montagne Rocciose nordamericane, sono stati raccolti da lungo tempo. Essi risultano avvalorati da tradizioni pellerossa, e soprattutto da nitide impronte nei luoghi più remoti. Secondo l’antropologo Grover Krantz, potrebbe trattarsi di un moderno discendente del gigantopiteco, confinato con piccole popolazioni relitte in luoghi particolarmente isolati.

TILACINO (Thylacinus cynocephalus)

La periodica notizia dell’avvistamento di questo marsupiale, noto anche come lupo o tigre di Tasmania, costituisce uno degli avvenimenti capaci di suscitare grande emozione non solo nel continente australiano, ma in tutto il mondo. Dato che ormai da quasi mezzo secolo esso risulta virtualmente scomparso, ogni traccia o segno recente della sua presenza viene vagliato con grande attenzione dagli studiosi, che nutrono ancora una certa fiducia di poter salvare, anche mediante la creazione di parchi nelle zone più adatte, l’interessante animale, troppo a lungo perseguitato dai coloni verso l’inizio del secolo. Recentemente prove consistenti della sua sopravvivenza sono emerse nella parte occidentale dell’Australia.

 

MOKELE-MBEMBE

Ecco un animale decisamente non marino e comunque legato alle acque dolci, un grosso sauropodo africano, o presunto tale, che vivrebbe ancora, secondo numerose testimonianze attendibili, nei piú inviolati recessi del bacino del Congo. Ripetute spedizioni nella zona non sono pervenute a chiarire l’enigma di questo animale, di abitudini anfibie ed erbivore, che secondo alcuni potrebbe discendere direttamente da certe forme di dinosauri del Mesozoico. Quella parte dell’Africa, infatti, non è soltanto praticamente intatta, quasi inaccessibile e ben poco esplorata: si tratta pure di uno dei pochi angoli della Terra che non sono stati soggetti agli effetti delle glaciazioni quaternarie, e che quindi conservano lo scenario naturale (e forse la vita) che era lì presente milioni di anni fa.

 

 
 

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