 |
|
 |
Il Progetto Biodiversità ® ©, ideato da Franco Tassi nel 1993 e poi lanciato con una serie di programmi ed
iniziative dal 1994 in poi, si prefigge anzitutto la finalità di promuovere ed approfondire le
indagini e le conoscenze sulla ricchezza, sulla varietà e sullo stato della flora e della fauna, con l’intento di contribuire ad assicurarne la
conservazione. Nella prima fase, dal
1994 al 2001, il Progetto si è svolto soprattutto nell’ambito del Centro Studi Ecologici Appenninici del Parco Nazionale d’Abruzzo (ora Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise), considerando anche il sistema delle Aree Protette dell’Appennino Centrale e, in una prospettiva più ampia, il resto dell’Italia, con particolare riferimento ai
Parchi Nazionali e alle Riserve Analoghe; senza
trascurare le opportune integrazioni e comparazioni a livello internazionale. Grazie a questo Progetto d’avanguardia, nel territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo e della sua Zona di Protezione Esterna (Pre-Parco) sono state finora censite oltre 8.000 specie
viventi (animali e vegetali). Nella seconda fase, dal
2002 in poi, il Progetto continua e si estende a cura del
Comitato Parchi -
Centro Studi; e pur tendendo a
completare la precedente indagine, intensifica
ulteriormente la propria attività a livello nazionale ed internazionale.
Segue ... |
 |
Per meglio
operare in difesa del Lupo, uno degli animali più sfortunati,
calunniati e quindi minacciati, la conoscenza del passato, e cioè
una adeguata “memoria storica”, è più che essenziale.
La nostra storia inizia un terzo di secolo fa, con l’Operazione San
Francesco, promossa nel 1970 dal Parco Nazionale d’Abruzzo (che
allora intraprendeva la propria rinascita) e viene poi lanciata
l’anno successivo in collaborazione con il WWF. Un’impresa
d’avanguardia rispetto a quei tempi, e probabilmente il primo e
miglior esempio di campagna ecosociologica integrata.
Il suo straordinario successo, oltre ad avere salvato il Lupo
appenninico (Canis lupus italicus), ha consentito a questo forte
predatore la riconquista dei territori perduti nella penisola, e
persino la sua progressiva espansione nelle Alpi ed oltre, fino a
riappropriarsi anche di parte del proprio ambiente nelle montagne di
Francia. Segue...
|
|
 |
Costituito fin dal 1983 presso il Centro Studi Ecologici Appenninici
del Parco Nazionale d’Abruzzo, il Gruppo Orso Italia è uno dei più
qualificati nuclei volontaristici di ricerca, impegno e difesa dello
straordinario plantigrado, attivo ormai da oltre vent’anni. Dopo
aver molto contribuito alla salvezza dell’Orso bruno marsicano, fino
a raggiungere risultati davvero confortanti alle soglie del Terzo
Millennio, il Gruppo si trova oggi purtroppo a fronteggiare una
realtà diversa, e del tutto inattesa: quella di nuovi massicci
assalti da parte di tagli forestali, caccia e bracconaggio, strade e
impianti, nonché – al fondo di tutto ciò – la febbre del mattone e
del cemento, ovvero la più selvaggia speculazione edilizia. E dovrà
quindi affrontare di nuovo lotte durissime in difesa del grande e
pacifico animale, e degli ultimi territori forestali e montani
ancora scampati
all’avidità distruttiva dell’uomo.
Segue ... |
 |
Sorto nel 1993 nell’ambito del Progetto
Biodiversità, in un’epoca in cui persino nominare il misterioso
Felino poteva apparire un’eresia, il Gruppo Lince Italia ha raccolto
da oltre un decennio le migliori energie di quanti davvero volevano
conoscere la verità su questo magnifico animale.
Pur avendo creato una Equipe mobile ben
preparata ed attrezzata, e raggiunto in breve risultati
considerevoli, il Gruppo ha dovuto sempre fronteggiare omertà e
diffidenze: e non pochi circoli accademici hanno tentato più volte
di emarginarlo, mentre saccheggiavano a piene mani le preziose
notizie faticosamente raccolte dai suoi componenti. Per di più hanno
mirato a screditarlo, diffondendo con singolare accanimento la voce,
mai confermata da alcun riscontro obiettivo, che la Lince
appenninica sarebbe stata il frutto di non meglio individuati
“rilasci clandestini” avvenuti nella Marsica (sic!). Segue
.... |
|
 |
Fin
dall’anno 1978, uno speciale Gruppo scientifico-conservazionistico
venne fondato e coordinato presso il Centro Studi Ecologici
Appenninici per iniziativa del Direttore del Parco Nazionale
d’Abruzzo. Ne fecero parte non soltanto vari specialisti tra cui
Sandro Lovari, Maurizio Locati e Cinzia Sulli, succedutisi alla sua
Segreteria: ma anche autorevoli studiosi, tra cui Ettore Biocca
dell’Università di Roma, Danilo Mainardi dell’Università di Parma e
Franco Perco di Trieste, ben noto ed apprezzato conoscitore degli
Ungulati. Vi aderirono successivamente molti altri esperti,
protezionisti e simpatizzanti interessati a questo magnifico animale
delle nostre montagne. Scopo principale, condiviso da tutti, era
contribuire alla conservazione e diffusione del suo straordinario
popolamento appenninico. Segue ... |
 |
Esistono ancora animali sconosciuti da scoprire,
misteri zoologici da risolvere? In queste pagine
potete trovare una fantastica panoramica sulle
creature più strane, leggendarie e meno conosciute
del Pianeta: osservate attraverso la lente di una
nuova, affascinante scienza ancora poco conosciuta
in Italia: la CRIPTOZOOLOGIA. Proprio per esplorare
la realtà che ancora si cela sulla Terra “oltre i
confini della Zoologia”, è stato fondato a Roma nel
1986 da Franco TASSI il Gruppo Criptozoologia
Italia. Segue ... |
|
 |
L’albero antico custodisce in sè le radici della storia e
può narrare le vicende più remote. Nessun altro essere
vivente eguaglia lontanamente la sua età: che in qualche
caso, come quello del Pino longevo della California, detto
Matusalemme, può aggirarsi intorno ai 5.000 anni.
Presso tutti i popoli semplici e primitivi l’albero è sacro,
e come narra Plinio il Vecchio “le foreste furono i templi
delle divinità”. Ed infatti le prime colonne di questi
templi non erano costruite da blocchi di marmo, ma da
autentici tronchi giganteschi di Cipresso di Creta e di
Cedro del Libano. Segue .... |
| |
|
 |
|
| |
|
| |
|
| |
|
|