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PINUCCIO, IL
“PINOSAURO” VENUTO DAGLI ANTIPODI
Scoperto una decina di anni fa in Australia, il raro
Wollemi Pine (Wollemia nobilis),
vero e proprio “fossile vivente” relitto della flora del Gondwana, è ora
tra di noi. Omaggio personale del Ministro dell’Ambiente del quinto
continente al Professor Franco Tassi, da decenni impegnato in difesa di
alberi e foreste, lo aiuterà a rilanciare in Italia la sua importante
campagna a favore degli
“Alberi Sacri”.
Ritenuta estinta da milioni di anni,
questa singolare pianta venne ritrovata viva e vegeta, in piccoli nuclei
relitti celati nel fondo di un selvaggio canyon delle Blue
Mountains, a Nord di Sidney, ad opera del Ranger David Noble nel
settembre 1994. Questa scoperta mise a soqquadro il mondo scientifico,
perché non si tratta di un vero Pino, ma di una antichissima Conifera il
cui fogliame potrebbe vagamente ricordare quello del Tasso: in pratica,
una delle più primitive piante da fiore del mondo, relitto della foresta
pluviale che originariamente prosperava in quei territori.
Le iniziative di studio e tutela
subito avviate in Australia sono state esemplari: per molto tempo i
luoghi di rifugio della Conifera sono stati tenuti segreti, fino a che
non si è riusciti a proteggere adeguatamente quelle montagne in una rete
di Parchi Nazionali ora finalmente riconosciuta come “patrimonio
dell’Umanità” dall’UNESCO. Nel frattempo venivano allevati nei Vivai
moltissimi giovani germogli, che sono stati recentemente “lanciati”
nell’ambiente degli studiosi e degli appassionati botanici, a livello
mondiale, per raccogliere fondi da reinvestire nella sua protezione. La
curiosità e l’entusiasmo dell’opinione pubblica hanno ben presto fatto
conoscere ovunque lo strano albero, battezzato
“Pinosaur with Jurassic bark”, un
autentico Pinosauro a corteccia, o scorza Giurassica… E ora l’albero
redivivo è entrato a buon diritto, insieme alla Grande Barriera
Corallina e a Nicole Kidman, nell’elenco ufficiale dei 50 più preziosi
tesori offerti dall’Australia al resto del mondo.
Una storia bellissima, che ricorda
molto da vicino quanto avvenuto circa mezzo secolo prima in Cina,
allorché – per l’esattezza, nel 1948 – nel cuore delle montagne dello
Szechuan venne scoperta vivente la
Metasequoia, una pianta fino a quel momento ritenuta estinta da milioni di
anni.
Può esistere allora davvero una
Criptobotanica, vale a dire una scienza simile alla
Criptozoologia, che spingendosi oltre i confini dello scibile
e sulla base di indizi, testimonianze e deduzioni, indaga sull’esistenza
non di animali, ma di piante sconosciute?
Chi non pone limiti all’immensità
della realtà naturale e delle innumerevoli cose ancora da scoprire, non
escluderà certo a priori tale ipotesi: e si lancerà, piuttosto, nella
nuova esplorazione criptobotanica alle frontiere dell’ecologia.
COMITATO PARCHI – CENTRO STUDI
Roma - Maremma Toscana, giugno 2006
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