|
Dietro alle tradizioni, storie e leggende
delle montagne alpine ed europee che
rivelano l’esistenza di un misterioso ed
inafferrabile Omo salvadego (Uomo selvatico)
non si celano soltanto superstizioni,
fantasie ed ingenue personificazioni del
“male”: ma forse anche antiche realtà ben
più consistenti.Non si può infatti escludere
che nei secoli e millenni passati, nei
recessi più intangibili e remoti, piccoli
gruppi di uomini primitivi – che qualcuno
vorrebbe riferire ai discendenti dell’Uomo
di Neanderthal – abbiano potuto sopravvivere
fortunosamente fino ai giorni nostri, benchè
scacciati, combattuti ed emarginati dal più
evoluto, ed assai più invadente, Uomo di
Cro-Magnon.
D’altro canto storie di Uomini selvatici
diversi, ma forse riconducibili ad origini
analoghe, affiorano costantemente anche
dalle altre grandi catene montuose dell’Asia
– Caucaso ed Himalaya – e persino
dell’America Settentrionale - Montagne
Rocciose - con i nomi più disparati, come
almas, almasti, yeti, bigfoot e sasquatch.
Riuscirà l’indagine criptozoologica a far
luce su questi enigmi zoologici, ancora
avvolti dal più profondo mistero alle soglie
del Terzo Millennio?
|

L’Uomo selvatico nell’affresco di Sacco in Vangerola,
laterale della Valtellina (1464).

Particolare della scultura in legno dell’Uomo
selvatico di Ambierle nella Loira (Secolo XV). |

Cavaliere che lotta con Uomo selvatico.

Combattimento di Cavalieri contro un gruppo
di Uomini selvatici, dall’opera medievale
francese “Romanzo d’Alessandro”
(Secolo XIV).
|