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Una
Sentenza del Tribunale di Roma – Sezione Lavoro (n.218905/02 del 22
ottobre 2004) ha segnato un’altra tappa fondamentale verso la
giustizia e la verità nella più che mai confusa vicenda del Parco
Nazionale d’Abruzzo. Decidendo nel merito sul licenziamento di
Franco Tassi, Direttore “storico” del Parco e suo “salvatore”,
inaspettatamente estromesso il 2 marzo 2002, mentre era
convalescente dopo un delicato intervento al cuore, il Tribunale ha
sancito vari punti fermi, che meritano di essere resi noti
pubblicamente.
Il
Giudice ha anzitutto estromesso dal giudizio il Ministero
dell’Ambiente e della Tutela del
Territorio, intervenuto senza averne titolo tramite l’Avvocatura
Generale dello Stato, la quale sosteneva che il Direttore non fosse
dipendente di ruolo dell’Ente, presso il quale aveva prestato
servizio pieno e ininterrotto fin dal lontano anno 1969.
Ha poi
dichiarato formalmente l’illegittimità del licenziamento scaturente
dalla Deliberazione
del 2
marzo 2002, adottata all’unanimità sotto la Presidenza dell’On.
Fulco Pratesi, Presidente anche del WWF Italia. L’espulsione del
Direttore venne, come si ricorderà, attuata insieme ad altri
sconvolgenti cambiamenti, al fine dichiarato di “ripristinare la
legalità”, in concomitanza con un fantasioso allarme lanciato per la
conclamata scoperta di “intercettazioni” e di “microspie”, peraltro
del tutto inesistenti.
Conseguentemente, ha ordinato l’immediato ripristino del rapporto,
con attribuzione al ricorrente di funzioni dirigenziali. Tale
ripristino, già ordinato in via d’urgenza il 24 luglio 2002 dallo
stesso Tribunale di Roma – Sezione Lavoro, era stato in pratica
completamente disatteso dall’Ente, dato che la Sede di Roma dove il
Direttore prestava servizio era scomparsa; e che il 10 settembre
2002 all’interessato, ancora in convalescenza, veniva notificato un
secondo licenziamento, questa volta a carattere evidentemente
ritorsivo, e quindi viziato da nullità assoluta. Anche in merito al
secondo licenziamento, tempestivamente impugnato, pende una vertenza
di lavoro che dovrà essere
affrontata nel corso del prossimo anno.
Il
Tribunale ha inoltre condannato la parte convenuta al pagamento
delle retribuzioni maturate, oltre agli accessori fino al saldo.
L’Ente aveva infatti cancellato di colpo lo stipendio del Direttore
a decorrere dal 3 marzo 2002, computando per quel mese due soli
giorni; ed aveva poi ottemperato soltanto in minima parte al Decreto
d’urgenza.
Il
Tribunale ha infine condannato l’Ente Parco al pagamento integrale
delle spese di giudizio, lasciando con ciò ben intendere da quale
parte risieda il torto, e dove sia invece la ragione.
Roma –
Parco Nazionale d’Abruzzo, 30 ottobre 2004
Il Comitato Difesa Parco
Nota .
– Questa notizia è stata,
naturalmente, completamente ignorata dai Mezzi di informazione, nel
pieno rispetto della Censura dominante. Con pochissime eccezioni a
livello della Cronaca locale di mercoledì 27 ottobre 2004, che
tuttavia meriterebbero di essere analizzate con attenzione: Il
Messaggero (Parco, illegittimo il licenziamento di Tassi), Il Centro
(Tassi, licenziamento nullo) e Il Tempo (Il Tribunale conferma il
licenziamento di Tassi). Si sta avviando una ricerca statistica sul
risalto e la veridicità offerti a livello mediatico alla “storia” di
questo licenziamento: ad un primo approccio, la stima che ne emerge
è di 0,1 (fatti attuali) rispetto a 1.000 (fatti del febbraio-marzo
2002). Ma forse, in futuro, le
cose potrebbero cambiare…
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