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LA ZONAZIONE DEL PARCO NAZIONALE D'ABRUZZO LAZIO E MOLISE

 
 

 

 

Per raggiugere meglio le proprie finalità istituzionali, il Parco Nazionale d’Abruzzo è stato al centro di uno  speciale sforzo di pianificazione, attraverso la tecnica della cosidetta <<Zonazione >>. Essa consiste nella suddivisione del territorio in Zone diverse , a regime di tutela e di gestione differenziato: in ciascuna delle quali l’uomo può trovare soddisfazione ai propri molteplici bisogni, in modo ordinato e controllato, accettando al tempo stesso quella parte di sacrificio e di autolimitazione che è assolutamente indispensabile, nell’interesse della conservazione dell’ambiente naturale e della stessa perpetuazione del suo godimento da parte della collettività.

 

La prima fase consiste dunque nell’individuare le varie Zone, distinte per caratteristiche e valore ambientale, così come viene illustrato in modo semplice e didascalico nella tavola, dove possono essere osservate 4 Zone chiaramene individuate come A, B, C, e D nella prospettiva sintetica del Parco. La seconda fase tende a stabilire, per ciascunadi queste Zone, un differente regime di tutela e di gestione, e quindi uno speciale modo di avvicinamento da parte dell’uomo, raffigurato nelle singole vignette, ciascuna delle quali riguarda una specifica Zona del Parco.

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ZONA A: Riserva integrale

E’ la vera <<natura selvaggia>>, dove è abolita qualsiasi forma di sfruttamento o uso produttivo, e il visitatore accede con discrezione, senza abbandonare gli speciali sentieri. E’ il regno della flora e della fauna primigenia, lasciate alla loro spontanea e libera evoluzione. La zona A è, insomma, il regno della natura intatta. ______________________________________________________

   

ZONA B: Riserva generale

E’ il vasto spazio <<verde>> di foreste e prati, in parte <<umanizzato>> da millenni di storia ma ancora sostanzialmente genuino e indenne da alterazioni gravi o segni di squilibrio. Qui le attività del passato possono continuare a svolgersi in modo limitato e razionale, con un ragionevole sfruttamento delle risorse naturali per produzioni ad alto valore aggiunto (artigianato, zootecnica specializzata e così via). Anche il visitatore vi trova un ambiente ideale per escursioni e vita all’aria aperta. La Zona B è, in sostanza, il punto dell’incontro e della convivenza tra l’uomo e la natura.

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ZONA C: Protezione

E’ la classica <<campagna>> dove l’attività agropastorale può continuare a svolgersi secondo i criteri tradizionali, con particolare riferimento all’agricoltura e all’allevamento di bestiame non industrializzati, oppure secondo i concetti più moderni e biodinamici, consentendo e incoraggiando la produzione alimentare di qualità. Anche ilprezioso patrimonio culturale del passato vi è conservato con cura e tramandato ai posteri. La Zona C è, in fondo, lo spazio della natura plasmata e assoggettata al servizio dell’uomo.

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ZONA D: Sviluppo

E’ lo spazio <<abitato>>, dove gli antichi centri storici vengono restaurati, rivitalizzati e arricchiti con attrattive culturali a misura d’uomo, per la promozione della vita delle collettività locali  in stretta armonia e coesistenza con la presenza dei visitatori. E’ il luogo del sereno soggiorno, della ricreazione armoniosa all’aria aperta, dell’esperienza culturale genuina e dell’autentico contatto sociale. La Zona D rappresenta, in pratica,il vero ambiente provilegiato per la vita sociale, culturalmente forgiato a misura d’uomo.

 

 

 

 

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