Nuove iniziative per la natura d'Italia.

Nel frattempo, particolare attenzione viene riservata alla petizione sottoscritta da decine di Naturalisti Romani (per la quale continuano ancora a pervenire numerose firme, il cui elenco completo verrà pubblicato a tempo debito) sulla preoccupante situazione dei nostri Parchi Nazionali, e in special modo del Parco Nazionale d’Abruzzo: accludiamo quindi i dieci precisi Quesiti (Allegato A), ai quali il Comitato Parchi Nazionali e il Centro Studi Ecologici Appenninici tenteranno ora di dare adeguate risposte, tenendo tutti al corrente degli sviluppi sul Sito www.comitatoparchi.it
Dopo l’Incontro “S.O.S. Fauna” tenuto Sabato 13 Marzo al Centro Habitat Mediterraneo di Ostia Lido, desideriamo ringraziare vivamente tutti coloro che hanno collaborato, offrendo ospitalità, partecipando e intervenendo attivamente alla nostra manifestazione: sottolineando il fatto che hanno presenziato anche naturalisti provenienti da Sardegna, Toscana, Emilia-Romagna, Abruzzo e Campania. Della peculiare situazione della Sardegna e della sua straordinaria natura torneremo ad occuparci prossimamente, con una serie di approfondimenti.
Molto importante è stata anche la sessione dedicata al Gruppo Lince Italia, che già oggi, in questo momento di rafforzamento e rilancio, può contare su oltre 50 adesioni: mentre molte altre sono annunciate. Chi desideri maggiori informazioni può rivolgersi al recapito Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .
Dopo una conversazione tenuta dal Comitato Parchi-Centro Studi Lunedì 15 Marzo agli Insegnanti di Geografia presso l’Università di Roma, accompagnata dal suggestivo Programma Power Point “Alberi Sacri”, Sabato 20 Marzo un intervento è stato svolto al I° Convegno Natura Mediterraneo di Paliano, dedicato alle “specie aliene”. Il tema, inconsueto quanto affascinante, è stato: "Lince, Camaleonte e Foca monaca: fratelli "alieni" d'Italia?" (Tre enigmi da risolvere: immissioni, ritorni o ricomparse?). Ritorneremo in seguito su questo argomento, che coinvolge una materia interessante come la Criptozoologia, con un Incontro previsto in primavera, accompagnato da una Mostra sugli Animali Misteriosi.
DIECI QUESITI SUL PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO OTTO ANNI DOPO IL PASSAGGIO ALLA “NUOVA GESTIONE” (2002-2010)
Come sono stati impiegati gli ingenti finanziamenti raccolti per l’Orso marsicano, che secondo le notizie comparse su alcuni giornali ammonterebbero a parecchi milioni di Euro? Quali sono gli studi e le pubblicazioni che oggi forniscono dati attendibili?
2.- Come mai sono soppressi o inattivi molti Centri Visita, dal Centro Internazionale al Centro Insetti, e non ne sono stati attivati altri che sembravano positivamente avviati, come il Centro Lince e il Centro Verde?
3.- Qual è lo stato delle raccolte naturalistiche, e in particolare di quelle entomologiche, molte delle quali avrebbero dovuto essere riordinate e studiate, e giacciono invece accatastate? Si è consapevoli del fatto che vari naturalisti romani avevano ceduto le proprie raccolte al Parco, e altri stavano per farlo, mentre oggi domina la sfiducia e l’Ente non risponde neppure alle loro richieste di notizie e chiarimenti?
4.- Qual è la situazione delle Aree faunistiche, un tempo vanto e attrazione del Parco? Come mai si sono gravemente trascurate quelle del Lupo e della Lince a Civitella Alfedena, e non si parla più di quelle dell’Orso a Pizzone e a Campoli Appennino?
5.- Come si spiega che il Giardino Appenninico e l’Arboreto, ormai ben diversi da quello che erano un tempo, non vengano più curati dai validi giardinieri che erano stati formati a questo scopo? Perché non si realizzano più manifestazioni e concorsi importanti come “Il Parco in fiore” e “L’Università dei Parchi”?
5.- Che fine ha fatto la Sede di Roma, che costituiva un prezioso punto di riferimento per tutti e fungeva da catalizzatore di ecoturismo verso il Parco? Come mai il Gran Paradiso ha mantenuto le proprie storiche Sedi a Torino e Aosta, e il Parco un tempo più famoso, importante e amato è stato ridotto a entità meramente localistica?
6.- Perché le valli e le praterie più importanti del Parco risultano ormai invase dal bestiame domestico, e in particolare bovino, mentre si incontrano ovunque mezzi fuoristrada e cani vaganti? Come si spiega che il personale dell’Ente e del Corpo Forestale, che oggi conta il numero di addetti più elevato della storia dell’Istituzione, non riesca oggi ad attuare un controllo del territorio pari a quello realizzato in passato?
7.- Quali provvedimenti sono stati adottati al fine di perseguire i tagli di migliaia di Faggi, avvenuti a Pescasseroli contro il parere del Parco nei primi anni del secolo, senza autorizzazione né “martellata”, per aprire nuove piste in aree sottoposte a tutela comunitaria? E’ vero che, come segnalato da più parti, per ripianare il deficit finanziario di alcuni Comuni sono attualmente in corso tagli di alberi secolari persino nelle montagne abitate dall’Orso? Ma il Parco non aveva assunto in gestione queste foreste?
8.- Come mai proliferano ovunque nuove costruzioni, snaturando completamente il carattere della zona e sfigurando il paesaggio, mentre il Parco aveva da tempo adeguatamente concertato attraverso Intese con i Comuni la disciplina urbanistica, applicato una Zonazione d’avanguardia a livello internazionale, e approvato un Piano di assetto territoriale rispondente ad ogni esigenza?
9.- Quali sono le ragioni per cui negli ultimi anni l’Ente sta soccombendo in gran parte delle vertenze giudiziarie, molte delle quali riguardano un eccessivo contenzioso con il personale, mentre in passato era risultato vincente nella stragrande maggioranza dei casi? E’ vero che vi sono stati numerosissimi rilievi degli Organi di controllo, da cui emergerebbero provvedimenti, erogazioni e nomine illegittime, con situazioni di illegalità diffusa?
10.- Come mai in questi ultimi tempi l’attenzione dell’Ente sembra più rivolta a fiere, convegni, prodotti locali e autocelebrazioni di facciata, anziché alla vita selvatica, alla natura e alla sua rigorosa tutela, per cui il Parco era diventato un modello d’avanguardia e un esempio da seguire anche all’estero?
Allegato B
PUBBLICAZIONI NATURALISTICHE 2010-ESTRATTI DI NON FACILE REPERIMENTO
1971 – Brown Bear in Abruzzo --- 1971 – Lince Appennino Centrale --- 1972 – Socioeconomia Parco
1976 – Appennino da salvare --- 1976 – Reintroduzione Ungulati Appennino ---1981 – Vigogna: Pampa Galeras
1986 – Parchi Nazionali --- 1988 – Parco Aspromonte --- 1989 – Pino loricato --- 1991 – Our Natural Heritage
1993 – Un Mare di Parchi Blu --- 1995 – Giardino Appenninico --- 1996 – Criptozoologia I --- 1996 – Effetto Parco
1996 – Un Mondo di Insetti --- 1997 – Meraviglie d’Italia --- 1997 - Storia Parchi Nazionali
1997 – Camoscio d’Abruzzo --- 1998 – Mostri da scoprire --- 1998 – Criptozoologia III --- 1999 – Pianificazione Parco
2000 - Per salvare la Puya --- 2001 – Mostra Criptozoologia --- 2001 – Operazione Bue marino --- 2001 – Alberi Sacri
2001 – Conservazione Natura Italia --- 2001 – Strada Europea Castagno --- 2002 – Esplosione Ecoturismo
2003 – Grande Cetoine bleu --- 2003 - La misteriosa Lince --- 2004 – Parchi Europei modello




