Vino naturale, biologico o biodinamico: quali sono le differenze?

Vino naturale

vino biodinamico

Un vitigno biodinamico da cui viene estratto l’omonimo vino.

L’espressione “vino naturale” è quella più diffusa, ma questo è anche il termine più generico che spesso accende aspri confronti e dissapori. Anzi, addirittura c’è chi in Italia e Oltralpe, sostiene che questo tipo di prodotto neppure esista.

Ma allora cos’è il vino naturale e perchè chiamarlo in questo modo?

Il vino naturale è quel vino che viene fatto semplicemente e solamente con l’uva,con solo rame e zolfo per la cura del vigneto e nessun’altra aggiunta. Non presenta quindi nemmeno anidride solforosa. E’ anche vero che la produzione di questo vino è molto limitata,ed in Italia riguarda non più di 20-30 aziende. Per questo motivo è doveroso comprendere nella dicitura dei “vini naturali”,  anche coloro che per produrre il “vino naturale”,  non adoperano nessun trattamento o sostanza chimica come i diserbanti. In questo caso rientrano però cloro che durante la coltivazione, oppure in cantina, utilizzano una percentuale limitata di anidride solforosa.

Il vino naturale è lo stesso del “vino biologico”?

Assolutamente no, vino naturale e vino biologico non sono propriamente la stessa cosa, a riferirlo, nello specifico è proprio l’entrata in vigore di una normativa europea a partire dalla vendemmia del 2012  la quale indica che è possibile etichettare come “biologico” il vino il cui ha avuto aggiunte al mosto fino a 40 diversi tipi di sostanze. Quindi il vino biologico non è un vino naturale, diciamo che è un favore fatto a livello continentale all’industria.

Il vino naturale è più sano?

Due o tre bicchieri al giorno, durante i pasti, come dicono anche i medici, quando ovviamente non ci sono patologie particolari, non possono che fare bene alla salute, l’importante è non esagerare. In più il vino naturale, a differenza di altri vini, non fa venire male alla testa, e questo è senza dubbio un fattore di estrema importanza. Dobbiamo anche dire che oggi il mercato è sempre più attendo a produrre e realizzare vini freschi, poco alcolici, magari in bottiglia da un litro e a costi accessibili. E questa risulta anche essere una via “obbligata” per invertire una tendenza grave in un Paese nel quale oltre un milione di ettari di terreno sono coltivati a vigneto.

Cosa significa “vino biodinamico”?

Il vino biodinamico è esattamente il “vino ottenuto da uve da agricoltura biodinamica”, la quale si basa sull’idea della natura in equilibrio. Bisogna mantenere equilibrato in modo naturale il terreno con tutti i suoi organismi per ottenere il vino da viti sane da uva di alta qualità. Nell’agricoltura biodinamica non vengono utilizzati prodotti di sintesi chimica  come concimi, fitofarmaci, diserbanti e organismi geneticamente modificati. Tenendo conto delle fasi del sole e della luna, le viti riescono a radicarsi bene e profondamente per sopportare periodi di gran caldo o di pioggia. Vengono spruzzati sulle viti infusi di ortica, camomilla, finocchio, dente di leone, valeriana e corteccia per mantenere vivo un impegno di lavoro otto volte superiore rispetto ai metodi convenzionali. Il calendario lunare viene seguito anche in cantina per i travasi e l’imbottigliamento, e non vengono aggiunti lieviti. Da qui si possono ottenere vini di ottima qualità.

A cura di Daniele Biguzzi di Maccaninodrink – Enoteca online di Vini e Liquori

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